Esplorare la Qualità della Vita

Esplorare la Qualità della Vita

Un programma in dieci fasi per progettare il proprio benessere e quello dei propri cari

Il programma “Esplorare la Qualità della Vita” rappresenta un percorso innovativo e strutturato, ideato con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone con disabilità e dei loro familiari. Frutto della collaborazione tra FuturAbilMente APS e CuoreMenteLab Impresa Sociale, questo programma è pensato per esplorare in modo approfondito il concetto multidimensionale della Qualità della Vita (QdV).

Il concetto di Qualità della Vita è centrale nella costruzione di progetti individuali per le persone con disabilità, come previsto dall’art. 14 della L. 328/2000. Attraverso una comprensione approfondita di questo costrutto, il programma mira a fornire strumenti pratici e conoscitivi ai partecipanti, per migliorare il benessere individuale e collettivo, favorendo un approccio che va oltre la mera gestione della disabilità, puntando invece al raggiungimento di una vita di qualità.

Articolato in dieci fasi, il programma affronta tematiche fondamentali come l’indipendenza, la partecipazione sociale e il benessere, declinate in otto domini chiave che comprendono il benessere fisico, materiale, emozionale, l’autodeterminazione, lo sviluppo personale, le relazioni interpersonali, l’inclusione sociale e i diritti. Ogni sessione è progettata per esplorare questi aspetti attraverso esercitazioni pratiche, test di autovalutazione e attività di gruppo, con l’obiettivo finale di costruire un Progetto Individuale indidualizzato, personalizzato e partecipato che rispecchi i desideri e le aspettative di ciascun partecipante.

Questo programma si rivolge principalmente a persone con disabilità e ai loro caregiver, offrendo un’opportunità unica per comprendere e migliorare la propria Qualità della Vita in modo consapevole e mirato.

Lo sviluppo del programma

Il programma è parte di un più ampio progetto di ricerca volto alla sua validazione che coinvolge anche l’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRIB-CNR) e che è stato presentato con un poster nel 2023 all’interno dell’evento “I processi del cambiamento – XVIII Convegno Nazionale sulla Qualità della Vita per le persone con disabilità” organizzato dalla Fondazione Sospiro presso l’Università di Parma e nel 2024 all’interno dell’evento “I processi del cambiamento – XIX Convegno Nazionale sulla Qualità della Vita per le persone con disabilità” organizzato dalla Fondazione Sospiro presso l’Università di Brescia.

Lo sviluppo del programma è coordinato dal dott. Marco Cadavero sotto la supervisione scientifica del dott. David Vagni dell’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRIB-CNR), e somministrato in via sperimentale dalla dott.ssa Giulia Nicoletti e dal dott. Michele Galloni, psicologi presso CuoreMenteLab Impresa Sociale.

Il programma “Esplorare la Qualità della Vita”

Il programma di intervento “Esplorare la Qualità della Vita”, sviluppato congiuntamente da FuturAbilMente APS e CuoreMenteLab Impresa Sociale, vuole essere nelle intenzioni uno strumento indirizzato all’esplorazione sistematica, individuale e/o in piccolo gruppo, del concetto multidimensionale della Qualità della Vita (QdV) così come elaborato da Robert Schalock e Alonso Verdugo (2002) inizialmente per le persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo. La piena comprensione e assimilazione di questo concetto da parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie risulta oggi imprescindibile per una elaborazione che sia scientifica e operazionale del progetto individuale per le persone con disabilità ex art.14 L. 328/2000.

Dato l’impegno profuso nel tempo da parte di CuoreMenteLab Impresa Sociale nei confronti delle persone neurodivergenti e in particolar misura nei confronti di persone nello spettro dell’autismo e con disturbi del neurosviluppo va inoltre evidenziato che l’importanza di un corretto assessment della Qualità della Vita (QdV) in tale tipologia di persone è stata in tempi molto recenti ribadita a più riprese all’interno delle raccomandazioni espresse dal Panel di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che ha redatto le linee guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico (ISS, dicembre 2023) come recepimento del lavoro dell’Osservatorio Nazionale Autismo confluito nelle “Linee di Indirizzo per le Regioni e Province Autonome finalizzate alla definizione e implementazione di percorsi differenziati per la formulazione del progetto di vita basato sui costrutti di ‘Quality of Life’. Tali linee di indirizzo sono state redatte sia per persone nello spettro autistico in età evolutiva (7-21 anni) che per persone nello spettro autistico in età adulta (16 anni in su)

 

Che cos'è la Qualità della Vita?

Non esiste un’unica definizione di Qualità della Vita, e nella letteratura ne sono state proposte diverse, ognuna delle quali enfatizza un aspetto e si richiama comunque a determinate teorie di riferimento. Tra le più autorevoli vi è sicuramente quella fornita dal gruppo di lavoro sulla Qualità della Vita dell’OMS che nel 1995 proponeva la seguente definizione: «La percezione dell’individuo della propria posizione nella vita nel contesto dei sistemi culturali e dei valori di riferimento nei quali è inserito e in relazione ai propri obiettivi, aspettative, standard e interessi» (OMS, 1995). Nell’ambito del nostro lavoro e coerentemente con il lavoro portato avanti da ANFFAS in relazione ai progetti individuali per le persone con disabilità abbiamo deciso di partire proprio dall’analisi e dalla definizione dei desideri e delle aspettative adottando il metamodello di Schalock e Verdugo all’interno del quale la Qualità di Vita viene definita come “un fenomeno multidimensionale composto da domini centrali che sono influenzati da caratteristiche personali e ambientali. Tali domini sono gli stessi per tutte le persone, anche se possono variare in valore e importanza.  L’assessment della qualità della vita si basa su indicatori che sono culturalmente influenzabili (Schalock et al., 2010)

Che cosa significa modello muldimensionale? Nel metamodello proposto da Schalock e Verdugo la Qualità della Vita (QdV) è innanzitutto suddivisa in tre fattori generali:

  1. Indipendenza,
  2. Partecipazione sociale
  3. Benessere

Che si dividono a loro volta negli otto domini principali:

  • Benessere Fisico: godere di una condizione di buona salute, grazie ad una buona alimentazione e alle buone abitudini di igiene personale e di vita, alle cure che si ricevono, alla possibilità di controllare il dolore e lo stress e l’opportunità di riposarsi e di rilassarsi adeguatamente.
  • Benessere Materiale: la possibilità di disporre di risorse materiali, denaro, di propri effetti personali, abiti, oggetti, di un proprio posto in casa. Si gode di un buon benessere materiale quando la propria vita non scorre in condizione di povertà.
  • Benessere Emozionale: la possibilità di sentirsi contenti di sé stessi e della propria vita, di apprezzare come positivo il proprio stato d’animo, di percepire un assetto gradevole del proprio rapporto con sé stessi e con il mondo.
  • Autodeterminazione: la capacità e la soddisfazione di fare le proprie scelte, di esprimere con le capacità e i mezzi comunicativi che si hanno le proprie preferenze e di essere in grado di usufruire delle opportunità che l’ambiente offre in base ai propri desideri e alla propria intenzionalità.
  • Sviluppo Personale: la capacità di conquistare la propria autonomia a scuola, in casa, nella comunità, nel tempo libero, nelle attività di apprendimento lungo tutto il corso della vita.
  • Relazioni Interpersonali: il godersi i contatti e lo scambio con i propri familiari, gli amici, le persone che si conoscono e che danno supporto. Relazioni interpersonali soddisfacenti e di qualità sono quelle con persone che si dimostrano comprensive, con cui si passa volentieri parte del proprio tempo e con le quali si condivide con piacere qualcosa
  • Inclusione Sociale: il sentirsi parte di un gruppo, il fare parte di una comunità, del proprio quartiere e il non sentirsi esclusi. Significa in altre parole, frequentare con soddisfazione il proprio ambiente di vita al di là della propria casa, utilizzare le risorse e le possibilità che gli ambienti di vita offrono.
  • Diritti ed Empowerment: la garanzia e i benefici derivanti dalla tutela e dalla protezione attiva di cui si gode per effetto della propria condizione umana. È una condizione di vita di qualità garantita dal rispetto di norme e leggi che facilitano la vita delle persone con disabilità e contemporaneamente assicurano che tutte le persone abbiano la possibilità di esprimere e di manifestare quello che pensano e quello che credono

Per ciascuno dei domini sono stati poi individuati una serie di indicatori, ovvero percezioni, comportamenti e condizioni che definiscono tali domini da un punto di vista operazionale e la cui misurazione consente di valutare gli esiti personali inerenti alla Qualità della Vita.

È importante notare che in questo metamodello non esiste un fattore, un dominio o un indicatore della Qualità della Vita (QdV) più importante di un altro e che ciascuno di essi dovrebbe essere accuratamente esplorato, misurato (sia in sé stesso che nell’interazione con gli altri fattori, domini e indicatori) ed infine implementato all’interno del più ampio Progetto individuale ex art. 14 L. 328/2000.

Perché è importante “Esplorare la Qualità della Vita”?

Esplorare il concetto di Qualità della Vita (QdV) è importante in linea di principio per tutte le persone. Diventa però fondamentale acquisire confidenza con questo costrutto, in primo luogo, per le persone con disabilità che statisticamente ne sperimentano un significativo abbassamento in virtù della loro condizione, soprattutto se parliamo di disabilità legate a disturbi e condizioni del neurosviluppo. In secondo luogo, è importante maneggiare questo costrutto per i familiari e per i caregiver delle persone con disabilità. Anche loro secondo la ricerca infatti sperimentano una Qualità della Vita peggiore rispetto al resto della popolazione generale e, oltretutto, sono spesso in prima linea per i loro cari; investite del ruolo di tutori, curatori o amministratori devono spesso prendere decisioni in vece del loro caro non sempre avendo a disposizione tutti gli elementi per prendere tali decisioni in modo oculato e ponderato. In terzo luogo, la Qualità della Vita sarà sempre di più un concetto fondamentale per tutti coloro che svolgono professioni legate alla cura della persona con disabilità. è infatti necessario che ciascun professionista, nel lavorare con una persona con disabilità abbia un quadro chiaro dei suoi bisogni, dei suoi desideri e delle sue aspettative in modo da fornire il livello di supporto ottimale di cui necessità la persona per migliorare la propria Qualità della Vita.

La Qualità della Vita presenta dimensioni sia soggettive che oggettive e può essere inoltre concettualizzata (e conseguentemente misurata) sia con metodi qualitativi che quantitativi, sia a livello di microsistema, mesosistema e macrosistema. Pertanto, un suo corretto recepimento è essenziale non solo per i singoli individui ma anche per influenzare le politiche sociali in un senso che sia “glocale” (vale a dire sia a livello locale che a livello globale).

Il concetto di Qualità della Vita, correttamente inteso alla luce di strumenti euristici quali il modello sociale della disabilità e attraverso il quadro metodologico tracciato dall’ICF – Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (OMS, 2001), può dunque segnare un punto di svolta e una vera e propria rivoluzione nel modo che abbiamo di intendere tutto ciò che ruota intorno alle professioni legate alla cura della persona. L’idea di concepire la Qualità di Vita come meta finale di tutti i processi legati alla cura della persona ha in sé tutto il potenziale per segnare il passaggio definitivo dal modello medico al modello bio-psico-sociale e la fine di sterili contrapposizioni quali ad esempio quella tra dimensione sociale e dimensione sanitaria dell’intervento, quella tra disturbo e condizione, tra salute e malattia.  Come ribadito a più riprese all’interno della Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD, 2006) la Qualità della Vita delle persone con disabilità deve essere, almeno nelle intenzioni, potenzialmente equiparabile a quella delle persone non con disabilità.

In definitiva l’esplorazione e dunque l’applicazione del modello della Qualità di Vita dovrebbero:

  • Aumentare il benessere di una persona
  • Essere applicata tenendo in considerazione il contesto etnico e culturale
  • Collaborare al cambiamento a livello di persone, programmi, comunità, nazione
  • Aumentare il grado di controllo personale e le opportunità individuali esercitate dalla persona in relazione ad attività, interventi e ambienti che la coinvolgono
  • Occupare un ruolo di rilievo nell’accumulare prove, nell’identificare predittori significativi di una vita di qualità e nell’indirizzare le risorse per massimizzare gli effetti positivi

Maggiori informazioni

Struttura e obiettivi

Il programma “Esplorare la Qualità della Vita. Un programma in 10 fasi per progettare il proprio benessere e quello dei propri cari” prevede una struttura articolata in dieci sessioni. Una sessione iniziale dove saranno gettate le fondamenta teoriche e dove verrà indagato il concetto di Qualità della Vita (QdV) di Schalock e Verdugo (2002) in generale e altre tematiche legate ai bisogni di sostegno. Seguiranno otto sessioni specifiche che verteranno ciascuna sulle singole dimensioni della Qualità della Vita (benessere fisico; benessere materiale; benessere emozionale; autodeterminazione; sviluppo personale; relazioni interpersonali; inclusione sociale; diritti ed empowerment), esplorando al contempo gli indicatori principali di ognuna attraverso test di screening in autosomministrazione, esercitazioni per casa, discussioni di gruppo e attività interattive di matrice cognitivo-comportamentale. L’ultima sessione sarà dedicata ad una parte conclusiva e riassuntiva dove ciascun partecipante potrà insieme i dati raccolti nelle sessioni precedenti andando a comporre lascala dei desideri e delle aspettative per il miglioramento della Qualità della Vita (propria o di un suo familiare con disabilità). Tale scala costituirà a sua volta il punto di partenza per la stesura del Progetto Individuale per le persone con disabilità ex art. 14 L. 328/2000 attraverso Matrici Ecologiche 3.0. Il programma prevede inoltre un workbook per i partecipanti e, ad integrazione dello stesso sarà presente una versione di ciascuna sessione redatta in linguaggio semplificato (Lindholm e Vanhantalo, 2021) rivolta a persone con disabilità e con difficoltà significative nella comprensione, in modo da favorire, attraverso la mediazione dei familiari che intraprenderanno il programma, una maggiore comprensione ed espressione dei bisogni nonché una maggiore autodeterminazione dei desideri e delle proprie aspettative di tali persone in relazione ai domini della Qualità della Vita (QdV).  

Il programma ha i seguenti obiettivi principali:

  • Esplorare il concetto di Qualità della Vita (QdV) in termini generali e l’importanza di progettare nell’ottica del suo miglioramento.
  • Esplorare i tre fattori e gli otto domini di cui si compone la Qualità della Vita (QdV) e come questi ultimi interagiscono tra loro in relazione a sé stessi e/o rispetto ad un proprio caro con disabilità
  • Comprendere il concetto di disabilità sociale e a quali domini della Qualità della Vita (Qdv) afferiscono le barriere che sono causa di disabilità in sé stessi o nel proprio caro con disabilità
  • Definire i propri obiettivi SMART in relazione all’implemento della Qualità di Vita dominio per dominio
  • Comprendere i propri bisogni di sostegno (o quelli del proprio caro con disabilità) per il raggiungimento di una migliore Qualità della Vita (QdV)
  • Implementare il proprio processo decisionale in relazione ai propri bisogni di sostegno (o a quelli di un proprio caro con disabilità).
  • Definire la scala dei propri desideri e aspettative in relazione al raggiungimento di una migliore Qualità di Vita nel breve, medio e lungo periodo

Per chi?

Il protocollo rivolto a persone con disabilità e a familiari, amministratori di sostegno, tutori e curatori di persone con disabilità

Dove?

In modalità telematica sulla piattaforma MEET

Durata?

Il gruppo ha cadenza settimanale. Ogni incontro dura 120 minuti. Sono previsti 10 incontri.

Requisiti?

  1. Avere un’età maggiore di 18 anni.
  2. Essere una persona con disabilità o essere il caregiver di una persona con disabilità
  3. Assenza di disabilità intellettiva nel partecipante
  4. Linguaggio nella norma nel partecipante
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